Articolo uscito su Sanremo news – Caso scorta Scajola

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Articolo uscito su Sanremo news – Caso scorta Scajola

Scorta a Scajola: la collega Beatrice Baratto, per anni compagna di un agente di scorta: “La mia vita in quegli anni? Difficile e in solitudine”

L’arresto dell’ex ministro degli interni, l’imperiese Claudio Scajola, ha sollevato un polverone mediatico e politico difficile da districare. Com’è ovvio in città non si parla d’altro e, se fin ora, gli imperiesi hanno sempre chiuso un occhio e difeso Scajola, questa volta sono in tanti a non aver più fiducia nell’uomo che, più di ogni altro, ha segnato le vicissitudini della nostra provincia.

Nella delicata vicenda che, secondo gli uomini della DIA di Reggio Calabria, avrebbero individuato nell’ex ministro la persona che ha aiutato la latitanza di Amedeo Matacena, tuttora latitante e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, i P.M. calabresi ritengono che alcuni uomini della scorta di Scajola sarebbero andati ben oltre i loro compiti e, che in più di una circostanza, siano stati usati da Scajola al servizio di Chiara Rizzo, la bella moglie di Matacena residente a Montecarlo.

Un via vai Italia, Principato di Monaco che non è di certo passato inosservato agli uomini della Dia e che, come un fulmine a ciel sereno è piombato sulla Questura di Imperia nella quale, da alcuni giorni, a Imperia è arrivato l’ispettore del Ministero dell’Interno Raul Carnevale, il quale avrà il non facile compito di indagare sull’effettivo comportamento degli uomini di scorta di Scajola.

Abbiamo incontrato la collega giornalista Beatrice Baratto che, per più di dieci anni, ha vissuto al fianco ad uno degli uomini di scorta di Scajola e che ben sa qual è la vita di chi fa questo delicato lavoro.

Beatrice, cosa ne pensa della querelle sugli uomini della scorta di Scajola?

“Non posso e non voglio per motivi professionali ed umani entrare in merito alla vicenda che riguarda l’arresto di Claudio Scajola. La magistratura sta ancora indagando ed è giusto che faccia il suo corso in tutta tranquillità”.

Ma la scorta?….

“Questo è un argomento delicato che mi fa salire il sangue al cervello. Ma come si può accusare uomini che, per poco più di mille euro al mese mettono a repentaglio la loro vita e il loro ménage familiare accusandoli di essere stati parte attiva negli spostamenti della signora Rizzo? Semplicemente assurdo.

La vita degli agenti di scorta è una vita costellata di sacrifici e rinunce, di vacanze saltate e ferie dimenticate. Sempre in giro a proteggere la personalità, con le famiglie a casa ad aspettare senza neppure sapere dove si trovino”.

Come è stata la sua vita in quegli anni?

“Difficile, inutile negarlo. Giornate di solitudine, rabbia , nervosismo. Senza mai sapere quando uno partiva o quando arrivava e mi creda era più facile litigare con la moglie ed uscire di casa sbattendo la porta anche alla vigilia di Natale che venir meno all’impegno preso con chi si scorta”.

Secondo lei hanno responsabilità gli agenti coinvolti in questa vicenda?

“Ma che responsabilità, non facciamo ridere. Al giorno d’oggi con la carenza di lavoro e di denaro che c’è ci mancherebbe ancora che uno si permetta di dire: no, mi spiace questo non lo faccio. E poi? Cosa accadrebbe?

Non dimentichiamo che loro sono esseri umani, con famiglie da mantenere, spesso “usati” mi conceda il termine oltre i loro limiti. E con questo intendo turni pesanti, ore passate in giacca e cravatta sotto il sole al mese di agosto, corse in autostrada portando le macchine al di là dei propri limiti per arrivare in orario ad un appuntamento della personalità sebbene partiti con pesante ritardo.

Esser uomini della scorta significa festeggiare il Natale a casa di un collega non di turno e mangiare tutti insieme ad un tavolo aspettando una telefonata che non si sa se è quando arriverà .Quante volte mi è capitato di averli in casa al giorno di Natale!”

Secondo lei subiranno qualche condanna?

“Ci mancherebbe altro! E poi, mi scusi, ma loro come ogni altro dipendente pubblico o privato che sia hanno l’obbligo di relazionare per iscritto, ai propri superiori i loro spostamenti. Questo soprattutto nelle forze dell’ordine nelle quali vi è una gerarchia dalla quale è impossibile esimersi. Quindi se colpe ci son state e questo e’ ancora da accertare, non saranno di sicuro degli agenti di scorta ma, come spesso accade, bisogna guardare ben più in alto. Oltre i confini del cielo”.

Link del articolo:  http://www.sanremonews.it/2014/05/13/mobile/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/scorta-a-scajola-la-collega-beatrice-baratto-per-anni-compagna-di-un-agente-di-scorta-la-mia-vit.html

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2014-05-30T21:49:41+00:00 Maggio 16th, 2014|Press|0 Comments

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